Anche il fabbisogno di acqua va personalizzato

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L’estate non è ancora terminata e le temperature torride di questi mesi ci hanno portato molte spesso a sentirci spossati, a soffrire di cali repentini di pressione, a gestire in modo negativo le nostre energie quotidiane.
Importantissimo in queste condizioni mantenere un ottimo stato di idratazione. E come fare?

Da sempre sentiamo come sia importante bere molta acqua anche al di fuori dei pasti…ma è davvero così?
Il fabbisogno di acqua dipende da tantissimi fattori: struttura corporea, sesso, attività fisica, alimentazione, temperature dell’ambiente esterno.

Il nostro organismo perde liquidi attraverso la sudorazione, la respirazione, i movimenti intestinali, le urine.
Oltre alla sensazione di sete che tutti conosciamo e dovremo anticipare (quando il corpo ci fa percepire la sete, è già troppo tardi in realtà!), sono proprio le urine un indice “visivo” di come ci stiamo idratando: urine molto chiare, che si avvicinano al colore dell’acqua indicano un’idratazione buona o addirittura eccessiva, mentre urine molto scure, giallo/arancione indicano senza dubbio troppa concentrazione di sali e tossine e poca acqua.

Nella media, le urine emesse durante la giornata sono di circa 1/1,5 lt. L’importante è ripristinare sempre i liquidi persi. Quindi il quantitativo ideale di liquidi (assunti attraverso l’acqua, le altre bevande e gli alimenti) da assumere deve essere tale da ripristinare le perdite.

Dobbiamo valutare sicuramente

L’ attività fisica praticata: se questa è moderata, 400/600 millilitri di acqua in più (da 2 a 3 bicchieri circa) dovrebbero essere sufficienti. Se invece l’attività fisica diventa intensa, della durata maggiore di 60 minuti, l’apporto di liquidi dovrà essere adeguato allo sforzo. Il quantitativo addizionale di liquidi dipende da quanto si suda mentre ci si allena, nonché dalla durata e dal tipo di esercizio stesso. In caso di attività fisica intensa di lunga durata, è consigliabile utilizzare bevande sportive contenenti sodio. Questo tipo di bevanda aiuta a ripristinare i sali persi tramite sudorazione e riduce le possibilità di sviluppare iponatriemia. L’ideale è bere anche terminato lo sforzo fisico, proprio per reintegrare i liquidi persi attraverso la sudorazione e facilitare il recupero. Ricordiamoci: anche solo il 2% in meno dell’idratazione raccomandata giornalmente nello sportivo compromette notevolmente la prestazione!

Ambiente esterno: le alte temperature o il clima molto umido provocano sudorazione ed è quindi necessario assumere quantitativi extra di liquidi. Io raccomando di arrivare, in condizioni simili, ad almeno mezzo litro in più di quello che abitualmente consumiamo durante la nostra normale giornata.

Condizioni di salute: in caso di febbre, vomito o diarrea, il corpo perde liquidi in più. In questi casi, è consigliabile consumare un quantitativo maggiore di acqua. In presenza di determinate condizioni, quali un’infezione alle vie urinarie o calcoli dell’apparato urinario, è necessario aumentare l’apporto di liquidi. Altre condizioni, invece, tipo alcune patologie cardiache o danni a carico dei reni, condizionano i meccanismi di secrezione dell’acqua. In questi casi, quindi, è necessario limitare l’apporto di liquidi.

Come per l’assunzione dei nutrienti, anche il fabbisogno di liquidi deve essere personalizzato: soprattutto la tipologia di acqua che può essere più utile per una personale esigenza fisica è bene venga valutata con chi segue il nostro percorso alimentare per equilibrare le perdite ed evitare disturbi fisici o, in casi estremi, danni anche molto gravi.