Preparo a mio figlio merende sane, ma la maestra mi invita a cambiare abitudine

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Vorrei partire raccontandovi un episodio che ieri mi ha molto colpita durante le mie visite in ambulatorio.

Incontro per la prima volta una mamma giovane che si rivolge a me per una sua situazione di sovrappeso molto importante da controllare. È una ragazza molto attenta, consapevole della sua situazione fisica e molto motivata a migliorare.

I motori più forti che la spingono a voler cambiare abitudini e ritrovare equilibrio con il proprio corpo sono, in primis, i suoi due bambini, di 5 e 6 anni. Mi racconta molto di loro, di come sono abituati ai giochi all’aperto, di come a casa amino mangiare, uno in un modo e uno nell’altro, ma un poco di tutto.

Particolare attenzione la poniamo sul figlio più grande, bambino “speciale” in quanto presenta diagnosi di ADHD o disturbo da deficit di attenzione-iperattività… insomma un bimbo con una marcia in più, che ha bisogno di essere seguito in maniera un po’ più attenta e particolare di altri.

Questo simpatico bambino ha una passione che sicuramente non è così comune tra gli altri bambini di 6 anni: le verdure! Tutte, crude e cotte, anche scondite!

Praticamente un piccolo “ortolano” che adora cibi freschi e non fa i capricci davanti all’insalata.

Data questa enorme fortuna, la sua mamma ne approfitta e decide che a scuola la merenda del suo bambino sarà una mela tagliata a spicchi con il succo di limone e una bella carota a pezzettoni da sgranocchiare… fantastica idea!

La scuola è iniziata e la merenda è sempre apprezzatissima… finchè un giorno succede qualcosa.

La mia paziente viene fermata da un’insegnante che chiede la cortesia di dare al piccolo una merenda diversa dalla frutta o la verdura, perché, a suo dire, “il bambino ci mette troppo tempo a finire tutto e molte volte si sporca con la frutta e diventa difficile gestirlo. In sostituzione esistono i pacchetti di cracker o gli snack veloci, meglio provare con quelli…”

Pensate lo sgomento! Della mamma prima di tutto, che ha preferito cambiare merenda al bambino onde evitare di incorrere in discussioni (ora a scuola il nostro “buongustaio” deve mangiare una merendina…) e poi il mio stupore mentre la ragazza mi raccontava il fatto.

Non voglio trarre conclusioni, di nessun genere: vorrei soltanto invitare tutti alla riflessione.

Ci sono educatori, e sono sicuramente la maggior parte, che stimolano i nostri piccoli al miglioramento continuo, anche delle abitudini quotidiane e dello stile di vita, con enormi fatiche perché al giorno d’oggi sappiamo quanto questo sia difficile (vedi l’industria alimentare con le sue mille armi ingannevoli, vedi gli adulti che per pigrizia non vogliono sentirci e continuano imperterriti per le loro strade sbagliate).

Ma oggi ho avuto la riprova che, purtroppo, ci sono anche educatori che sbagliano: questo era un caso che non andava gestito così.

La mamma di questo bambino ha gravissimi problemi di peso e penso che la sua prima missione e desiderio sia davvero quella di evitare ai suoi figli una strada complicata come quella che inizia lei ora per migliorare abitudini che da piccola nessuno le ha mai insegnato. Lei impiega fatiche, energie, tempo per insegnare ai suoi bambini cosa è bene mangiare e perché, li stimola e loro rispondono anche molto bene, sono curiosi, provano e apprezzano.

Lei certo è spinta dall’amore… ma noi educatori e professionisti della salute dobbiamo aiutarla! In questo modo, mi dispiace dirlo, ma questa insegnante ha danneggiato un ottimo lavoro finora svolto, ha permesso che un’abitudine acquisita rischi di essere accantonata e, a mio parere non ha valorizzato una mamma coraggiosa, che vuole assicurare ai suoi bambini un futuro eccellente, a partire dalle piccole cose come può essere una sana merenda a scuola.

Si parla molto, si fanno incontri, si spende denaro per finanziare progetti e pagare esperti, ma se la scintilla non parte da questi piccoli passi, il motore del cambiamento non si avvierà davvero mai.

So per certo che la maggior parte degli educatori che stanno con i nostri bambini la pensano come me e spingono quotidianamente al miglioramento delle abitudini alimentari, a partire dai pasti a scuola.

Invito loro a farsi promotori di questo e di chiedere fermamente il contrario di quello che è successo alla mia cara paziente: fate ritirare dagli zaini dei bambini quelle terribili merendine!

Esistono i panini con il pane fresco, esistono i formaggi di caseificio, esiste la frutta fresca!

Un bambino che mangia bene, ricordate, dimostrerà molta più attenzione sui banchi di scuola, non sarà sempre distratto, non sembrerà avere sonno davanti a lunghe lezioni.

E questo significherà maggior produttività in aula, maggiore resa e MOLTA MOLTA soddisfazione anche per voi insegnanti!

Restiamo uniti in questa missione: io continuerò a spingere i miei pazienti affinché facciano a casa del loro meglio per far mangiare in maniera equilibrata e sana i loro bambini.

Voi… mamme, insegnanti, educatori, nonni… fate come me!

E se vi trovate in difficoltà, chiedete spunti di aiuto, noi professionisti della salute siamo qui anche per questo.

Buona merenda a tutti… io prendo spunto da loro e oggi mi sbuccio una carota!